Il centesimo sigillo in Serie A è arrivato nel miglior modo possibile: davanti ai tifosi neroverdi, nello Stadio di casa, il Ricci, contro il Milan. Un momento che Lana Clelland, numero 26 scozzese, ha vissuto con un’emozione speciale. Ecco le sue parole a SassuoloChannel: "il mio primo gol in Serie A credo che sia stato contro il Como quando giocavo a Bari fuori casa, era un tiro fuori aria di sinistro se non sbaglio. Ero contenta di aver fatto il primo gol ma dispiaciuta per la partita. Un mese dopo ho fatto la mia prima tripletta in Italia ed è stata una bellissima giornata".

Il gol numero 100?
"Mi ricordo bene in quel momento contro il Milan. Sapevo benissimo che era da qualche mese che tutti mi dicevano manca il 100. Proprio quel giorno c'erano i miei genitori in tribuna quindi la prima cosa che ho pensato quando sono entrata in campo quel giorno era se fosse oggi sarebbe perfetto, quindi quando è arrivato l'ho goduto al massimo, il momento felice, anche che ci fossero i genitori".

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Come sei cambiata nel tempo?
"Col tempo credo di essere diventata molto più generosa cerco magari la compagna invece di tirare e basta, però sicuramente questo viene con l'esperienza, cercare di vincere, la cosa più importante per la squadra è fare i punti quindi se trovo la mia compagna in una posizione migliore io passo la palla".

I tuoi idoli?
"Un giocatore che ho sempre guardato fin da piccola era sempre Ronaldo il brasiliano. Negli ultimi anni il mio gioco è un po'  cambiato e ho guardato invece un po' più Firmino, il suo modo di di giocare, di cercare sempre il compagno però sempre fare dei gol assurdi, mi è sempre piaciuto quindi ultimamente mi piaceva guardare lui soprattutto quando era in premier".

Tre caratteristiche per un bomber?
"La voglia di segnare, personalità per trascinare sempre la squadra, carattere e forza per voler anche risolvere la partita da sola se c'è bisogno".

Cosa ruberesti da Daniela Sabatino?
"Da Sabatino ruberei la qualità di testa che ha, io  in tutti gli anni che ho giocato non ho mai trovato una calciatrice che sa segnare di testa come lei, praticamente mette la testa dove la gente ha paura di metterla e fa sempre gol e questo lo ruberei sicuramente".

E da Berardi?
"Da Mimmo, a parte quel mancino che ha la qualità che ha anche per servire i compagni, sa fare assist a destra e sinistra, però comunque fa dei gol incredibili".

Leader?
"Sicuramente con gli anni che passano diventi probabilmente un leader anche per l'età, per l'esperienza che ho. Mi piace cercare di aiutare comunque tutte le compagno soprattutto le giovani a migliorare tutti i giorni e stare sempre sul pezzo: questa idea di essere un punto di riferimento per le giovani non non mi è mai capitato prima. Il primo anno a Sassuolo ho capito che potevo essere questa persona e poi più anni che sono qui mi rendo conto che riesco ad aiutare le giovani e che mi piace anche cercare di dargli consigli quando posso e di aiutarle a crescere".

L'assist più bello che hai ricevuto?
"L'assist più bello, sto andando indietro di qualche anno, però c'entra anche Sabatino quindi la userò. Quando abbiamo giocato insieme alla Fiorentina mi ha fatto un assist da metà campo che poi ho segnato contro la Juve, è uno dei miei gol preferiti quindi sceglierei questo".

Il gol più bello?
"Il gol che mi viene subito in mente è il gol contro la Roma quest'anno, è venuto proprio di istinto. Eravamo appena andate sotto di un gol e sin dal calcio d'inizio siamo andate con una palla lunga e ho fatto un gol che non so perché l'ho fatto ma l'ho fatto, di istinto, è entrata e siamo riuscite a portare a casa almeno un punto in quella partita proprio per quel Gol".

Chi ti ha fatto calciare prima il pallone a casa?
"La prima persona che mi ha fatto calciare un pallone...sono indecisa tra mamma e papà perché anche mia mamma ha giocato a calcio quindi sono un po' cresciuta guardando lei di venerdì sera, andare a giocare con le sue amiche, però sì i primi ricordi calciavo qualsiasi cosa in casa ed è cominciata lì. Diciamo mia mamma".

L'arrivo in Italia com'è stato?
"Ho sofferto tantissimo quando ho deciso di venire in Italia però ero molto consapevole che fin da piccola volevo fare solo la calciatrice. I miei erano le uniche due persone che capivano cosa significava per me e che era l'unica cosa che mi rendeva felice al 100% quindi è solamente grazie a loro se io sono qui".

Ti chiamano quando fai gol?
"Ad oggi quando segno non è che mi chiamano per forza, dipende se vinciamo o perdiamo, se perdiamo sanno che mi devono dare qualche ora di tempo. Ho sempre dei messaggi  se segno un gol, oa sempre un complimento però sanno benissimo gli orari da rispettare se la partita non va come deve. Per un motivo di felicità chiamo miei sennò ultimamente negli ultimi anni chiamo i miei nipoti".

Cosa faresti senza calcio?
"In Scozia anche prima di arrivare in Italia avevo un lavoro quindi probabilmente sarei su quella strada. Da piccola oltre al calcio avrei voluto fare il pompiere quindi non lo so se magari continuavo con quel sogno da piccola o cambiavo, non lo so".

Cosa diresti alla piccola Lana?
"A una piccola lana con la testa di oggi di continuare quello che sta facendo, di lavorare sempre col sorriso e che andrà tutto bene, tutto come deve, e di godersi tutti i momenti che può".

La tua esultanza?
"La mia esultanza di quest'anno è cambiata semplicemente per un motivo di preparazione. C'erano le freccette nell'albergo, abbiamo giocato un po' tra di noi con lo staff, ovviamente ho vinto perché sono scozzese ed è un nostro sport e quindi era uno scherzo all'inizio con me, il match analysts, l'ho portata avanti e ci sta bene".

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Clelland
Sezione: Sassuolo Femminile / Data: Ven 28 febbraio 2025 alle 17:44
Autore: Manuel Rizzo
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