La stagione calcistica 2024/2025 si sta rivelando una delle più controverse per quanto riguarda l’operato degli arbitri e del VAR in Italia, sia in Serie A che in Serie B. Franata tra polemiche e decisioni discutibili, l’agonismo non è solo sul campo: la classe arbitrale è sotto esame come non mai.

Dalle partite di Serie A a quelle di Serie B, il repertorio di errori sembra non avere fine, e la fiducia nel sistema arbitrale sta crollando, anzi è ormai ai minimi termini. Situazioni abituali vedono scoppi di indignazione da parte di allenatori, giocatori e del pubblico, sottolineando una difficoltà crescente nell’applicazione delle regole e soprattutto una mancanza di omogeneità nelle decisioni.

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Stando a quanto riportato da Il Secolo XIX, la Commissione Arbitri Nazionale (CAN) è al lavoro per analizzare e ristrutturare la classe arbitrale. Con 46 arbitri attualmente nel roster, esiste il rischio che la quantità non faccia rima con la qualità. In un sistema che deve coprire 20 partite settimanali, ci si chiede se avere così tanti fischietti a disposizione sia una risorsa o una complicazione. Le voci nei corridoi della CAN indirizzano verso una riduzione: passare da 46 a 35 arbitri. Ma quali sono le implicazioni di questa scelta?

Una riduzione del numero degli arbitri comporterebbe non solo un cambiamento nella loro gestione, ma potrebbe anche indirizzare un messaggio chiaro: la qualità deve precedere la quantità. Meno arbitri significherebbe selezionare professionisti altamente qualificati, con esperienza e capacità di prendere decisioni sotto pressione, migliorando così la gestione delle partite e sperando di ridurre anche gli errori sul campo.

La questione però è complessa. Ridurre il numero degli arbitri potrebbe anche comportare un rischio di sovraccarico per quelli rimasti, aumentando la pressione su di loro durante la stagione. Inoltre, una campagna di formazione più intensiva e mirata dovrebbe accompagnare qualsiasi decisione in merito alla riduzione del roster, per garantire che questi professionisti siano all'altezza delle sfide che affrontano.

Il sistema VAR, pur essendo stato introdotto per ridurre le ingiustizie, ha anch'esso sollevato polemiche e critiche. Le lungaggini delle revisioni, insieme a interpretazioni inconsistenti delle regole, continuano a generare dubbi. La fiducia nel VAR è già in diminuzione e, senza un rinnovamento significativo del suo utilizzo, rischia di trasformarsi in un ulteriore motivo di conflitto, piuttosto che di risoluzione.

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Sezione: News / Data: Mer 26 febbraio 2025 alle 18:30
Autore: Manuel Rizzo
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